Nathan Hawk

Da Faerun Legends Wiki.
Versione del 21 nov 2007 alle 01:55 di Paul Greame (discussione | contributi) (Dicono di Lui...)

Descrizione Fisica

Non particolarmente alto, snello, forse un po' troppo fragile a prima vista. Il volto, dagli zigomi sottili e poco spigolosi, è incorniciato da una folta capigliatura corvina, che ricade pigramente sulle spalle e sulla schiena. Sono gli occhi ciò che però potrebbe attirare di più un osservatore: i sognanti e nostalgici occhi smeraldini, spesso adombrati da cupi pensieri, spiccano notevolmente in una figura, a prima vista, piuttosto anonima. Nell'insieme Nathan non dimostra più di una ventina d'anni, anche se a volte traspare una maturità ben superiore della sua età reale.


Storia

Gli archivi della chiesa Kelemvorita riportano una breve descrizione del passato di Nathan. La sua nascita, in un piccolo villaggio poco lontano da Suzail, viene appena menzionata, così come la sua vita in quel luogo. Solo dall'undicesimo anno d'età, il documento diventa più dettagliato. A quanto pare, la morte dei suoi genitori a causa della peste l'hanno portato ad avere i primi contatti con un chierico di Kelemvor (il nome del chierico in questione sembra essere stato cancellato). Ben presto, Nathan parte dal villaggio in compagnia del sacerdote, e viene introdotto alle arti clericali in una chiesa del Signore dei Morti. Sembrano esserci alcune discrepanze nel documento, dato che termina con il giuramento di Nathan alla via del Paladino. Alcune note, aggiunte frettolosamente in fondo, descrivono una lunga missione che Nathan ha dovuto compiere, partendo verso la Costa della Spada, in appoggio alle piccole chiese del Signore dei Morti nella regione.


Gesta

Forse non tutti sanno Che...

Dicono di Lui...

  • E' davvero simpatico, mi fà morire dalle risate quando gli propongo qualche missione. Spero davvero che non cada nella solita cupezza dei Kelemvoriti. Poi con chi scambierò battutine? - Ariel Danforth
  • Buon soldato, grande amico. Con lui al mio fianco affronterei qualunque avversario. Simpatico e gioviale, spero che Martin non lo contagi con il proprio modo di fare. Paul Greame