Elehan Erotaroda

Da Faerun Legends Wiki.
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Descrizione Fisica e Caratteriale

Elehan è una ragazza di circa 20 anni, porta dei lunghi capelli rossi dalle ciocche ribelli, che spesso cerca di raccogliere ordinatamente per mettere in evidenza i sottili lineamenti del suo viso: un faccino da bimba a malapena un po’ troppo cresciuta, sovente scavato e segnato da leggere occhiaie, che non tolgono però profondità ai suoi glaciali occhi azzurri.
Rispetto alla sorella è decisamente più esile, ma è anche più femminile e aggraziata, avendo imparato a sfruttare il suo charme e le sue doti per ammaliare e sedurre quando necessario, conservando però quel fascino acerbo e ribelle da ragazzina indomabile, spensierata, amorale, e candidamente stronza.

Decifrarne il comportamento è spesso arduo, e ancor più difficile è prevedere le sue azioni, che pur sembrano rispondere a una precisa volontà calcolatoria.
Spesso passa da un umore al suo contrario in meno di un secondo, come un pendolo in continua oscillazione.
A volte appare come un’ingenua ragazzina dal sorriso amabile e dai modi carini, altre si rivela una donna dallo sguardo agghiacciante, inquieto e velatamente truce, e si mostra per la sanguinaria che realmente è.
Ma tutte queste maschere sono ugualmente autentiche, e fanno parte di lei allo stesso identico modo, creando un’ambigua e controversa unità, che sembra perpetrarsi come sul filo sottile e incerto di un incanto.
Del resto lo ammette lei stessa: “Non sono mai stata una persona equilibrata...”


Storia

Mi chiamo Elehan Erotaroda, e sono figlia dello scomparso governatore di Zhentil Keep Imoden'id Erotaroda.

Io e mia sorella Callya siamo gemelle, identiche in tutto e per tutto, tranne per qualche piccolo dettaglio fisico che sfugge alla maggior parte degli sguardi. Ciò che davvero ci differenzia è il nostro carattere: il legame che ci unisce è di sangue e di spirito, ma funziona soltanto perché abbiamo imparato a compensarci a vicenda, ottenendo così molto più di quanto probabilmente riusciremmo a fare da sole.

Dopo averci partorito, nostra madre era rimasta sola, forse dimenticata da Imoden, che ai tempi del concepimento non era che una delle tante reclute Zhentilar. Siamo cresciute assieme al nostro fratellastro Ashlor in un clima di povertà assoluta, e la nostra infanzia, com'è prevedibile, è stata influenzata unicamente dalla figura di nostro padre, che non si può dire fosse più presente di nostra madre.

La piccola dai capelli rossi, e qualche efelide sul naso, se ne stava seduta accanto al caminetto, strapazzando con infantile crudeltà una gatta spelacchiata e cieca da un occhio, mentre canticchiava un motivetto Zhent per attirare volontariamente le ire della sorella.
Non c’era molto movimento la sera, lungo i vicoli stretti e puzzolenti, sinuosi ed invitanti nella loro oscurità in cui tutto è permesso, così la bambina rizzò le orecchie e trattenne il fiato non appena udì distintamente un rumore di zoccoli che sembrava arrestarsi proprio davanti l’uscio di casa.
Si precipitò alla finestra, ed aderendo col suo corpo al muro, protese il viso per sbirciare giù: un’imponente figura maschile stava scendendo da cavallo e guardava proprio nella sua direzione.
Il fiato sospeso non le permetteva quasi di deglutire, e il cuore le era balzato in gola battendo all’impazzata. Fece uno scatto improvviso mettendosi a correre alla ricerca della sorella: <<Callya! Callya! È..è…Lui.>>
Non servivano altre parole: lo sguardo di Elehan parlava un linguaggio silenzioso che la gemella comprendeva come fossero pensieri suoi propri, in una sintonia che solo un legame di sangue così forte può generare.
- Toc - toc - toc -
Tre tonfi pesanti di una mano chiusa a pugno sul portone, che riecheggiarono nel silenzio pieno di aspettative e di terrore. Le due si strinsero la mano, infondendosi la forza l’una con l’altra, dopodiché lo videro.
La sua figura avanzava a grandi passi nel salone, e la fiamma che danzava lenta nel focolare proiettava dietro di lui un’ombra gigantesca, che invadeva le pareti sino al soffitto, facendolo sembrare ancora più enorme di quanto realmente fosse.
Gli occhi scuri dell’uomo, profondi come un abisso insondabile, si posarono sulle due creature ancora indifese che egli stesso aveva generato, e nella stanza scese un silenzio surreale che lentamente si allungava a pervadere ogni cosa, risalendo lungo gli angoli bui di tutte le cose non dette, preparando l’avvento di qualcosa che non poteva accadere.
Come nell’alba della distruzione, come un’origine in cui tutto è possibile.

Ricordo che dopo quell’incontro Callya mi confessò di avere capito che il suo vero scopo era emulare le orme di quell’uomo. Comprendevo quel suo sentimento, e lo sentivo in parte anche mio, ma allo stesso tempo provavo un’invidia enorme nei suoi confronti: la determinazione di mia sorella nel perseguire i miei stessi ideali, e nel farsi largo nel mondo, era sempre stata superiore alla mia.

I poteri che covavo da qualche parte nei meandri del mio essere, e che scaturivano dalle terminazioni esili delle mie dita, facendomi vibrare all’unisono con il perenne moto della trama di Mystra, crescevano di giorno in giorno.

Ma più le mie capacità si facevano pericolose, e più il mio autocontrollo vacillava, nonostante passassi ore intere chiusa nell’enorme biblioteca polverosa di quella enorme casa buia, cercando di capire dai libri “cosa” io fossi e come comportarmi di conseguenza.

~ ~ ~ ~
In conformità con l’usanza Zhent, appena raggiunta la maggiore età Elehan, Callya ed Ashlor hanno lasciato la Nera, portando con loro il minimo necessario per sopravvivere. Seguendo le rotte commerciali via mare hanno intrapreso un viaggio verso terre nuove, per mettere alla prova loro stessi e tornare un giorno con qualcosa da raccontare.


Curiosità

  • Quando è nervosa o agitata inizia a grattare insistentemente il palmo della mano sinistra: è infatti questa la mano che predilige per convogliare la trama che attraversa misteriosamente il suo corpo, in energia sprigionata all’esterno.
  • Sul palmo della suddetta mano è solita tracciarsi forme che assomigliano vagamente a simboli arcani, utilizzando un intruglio simile a inchiostro ma più resistente sulla pelle. Dopo che ha letto qualcosa a proposito di simbologia esoterica su un vecchio tomo, è convinta che ciò la aiuti a controllare l’energia che si sprigiona dalle mani, evitandole spiacevoli inconvenienti.
  • Nonostante la trama scorra naturalmente in lei, prendendo forma di incantesimi quasi inconsciamente, o seguendo l’onda alterna dei suoi desideri, la giovane strega si diletta in alcuni studi dell’Arte, ossessionata dall’idea di voler capire “cosa” c’è dentro di lei, e perché funziona in quel modo.
  • Per la stessa sete di conoscenza, a livello molto empirico e grezzo, si dedica a studi anatomici e pseudo medici, sezionando con meticolosa perizia tutte le creature che le capitano a tiro. Suo fratello Ash la chiama per questo sanguinaria, cagna perversa, torturatrice degna di Loviatar.
  • Ama la sua famiglia più di ogni altra cosa, ed è convinta che il sangue di Imoden li unisca in un nodo inscindibile. Nonostante li adori, però, è una vera peste dispettosa nei confronti di entrambi, e architetta continuamente nuove provocazioni e scherzetti crudeli da fare ad Ash e Callya.


Racconti dal forum GDR


Dicono di Lei

  • E' una dei tre figli di Imoden...in certi sensi ha un pò del carattere del Rosso, oltre che lo stesso colore dei capelli. Uno dei suoi difetti è che si comporta troppo da donna e troppo poco da soldato. Ma di questo non mi preoccupo, almeno non io. Imparerà a preoccuparsene lei per prima. Askard Urghrash
  • Il sangue che condividiamo crea un legame tra noi che non è possibile definire a parole, basta uno sguardo per capirci. Callya Erotaroda

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Utente

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